BAGHERIA – CHIARAMONTE GULFI – COMISO – CORLEONE – LENTINI – LINGUAGLOSSA – MINEO – MODICA – PALAZZOLO ACREIDE
Sorprendente la realtà che dimostra questo straordinario viaggio nella Sicilia del Genio sicuramente nota ma forse trascurata dalla stessa intenzione di quanti ne vivono l’aura e le presenze storiche e attuali. Un documento che informa – in forma senza trio trionfalismi, quasi sottovoce – anzitutto gli stessi siciliani, non in quanto loro non sappiano ma perché rammemorino quanta corrente crescita insiste ininterrotta dal passato remoto all’attualità nel genio dei conterranei, da Gorgia e Jacopo a Sgalambro, dal modicano Tommaso Campailla ai corleonesi Giuseppe Vasi, Francesco Bentivegna, Pippo Rizzo, da Giuseppe Fava di Palazzolo Acreide a Giuseppe Tornatore di Bagheria, da Gesualdo Bufalino e Salvatore Fiume entrambi comisani, al chiaramontano Serafino Amabile Guastella, da Francesco Messina e Santo Calì di Linguaglossa, a maura, Capuana e Bonaviri di Mineo e ancora per Bagheria Renato Guttuso e Ignazio Buttitta e fino all’attualità dei contemporanei con le sculture dell’altro genio corleonese Biagio governali, o le fotografie di Ferdinando Scianna di Bagheria o la poesia di Adalgisa Licalzi di Comiso e quella in dialetto etneo di Senzio Mazza di Linguaglossa.
Dalla premessa dell’autore: “Un’alzata di ingegno, di un genere che non ci è stato mai caro, si potrebbe far balbettare che dovunque in Sicilia c’è genio e genialità, ma col solo a fermarlo si correrebbe il rischio di parlare di genio dove tutto è genio! E sarebbe sbiadito ogni significato dello sberleffo che, direttamente e indirettamente, indirizziamo a quanti, spesso ogni tanto, identificano nella Sicilia il luogo esclusivo della Mafia”.
