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Dai miti classici (Lytyerses) alle conquiste spaziali (Sumarte), Mario Grasso sceglie o conia i nomi da appropriare alle riviste che decide di fondare riferendosi puntualmente a una realtà culturale mitico-classica con Lytyerses, di incisiva attualità con Sumarte, e adesso, mirando alla propria regione, con un preciso riferimento storico alla cultura letteraria siciliana e a un suo individuato momento di testimonianza operativa, il Lunario, rivista letteraria, appunto, fondata negli anni 1930 da Francesco Lanza e presente per alcuni anni con autentico prestigio e buona diffusione anche e specialmete nella Penisola.  Il nome della nuova iniziativa è Lunarionuovo(Registrazione al Tribunale di Catania N.537 del 24 – 09 – 1979. e Grasso nella nota editoriale che scrive per il primo numero, a mo’ di saluto, ragguaglia adeguatamente i lettori sul motivo della scelta del nome: “Lunario ce n’è già stato uno – più noto sotto l’Alpi che sotto l’Etna – infatti era siciliano. Il nostro è nuovo. L’aggettivo accentua l’irripetibilità d’una esperienza che ha lasciato fermenti. E sarà bimestrale con argomenti e proposte di letteratura e tendenza alle monografie. Le proposte antologiche – pensiamo di pubblicare anche molta poesia – saranno altrettante occasioni d’incontri, forse casuali con autori noti, più da ritrovare che da incoraggiare. E se eccezioni ci saranno non ci sarà bisogno di giustificarle. Abbiamo immaginato un punto d’incontro di scelti passanti che facciano campanello, altri liberamente si potranno fermare, altri andare, altri giungere a tutte l’ore. Collaborazione aperta dunque al passante identificato senza pregiudizi anche se con qualche preferenza per chi porta contributi dialettali e di sperimentazioni linguistiche e su autori stranieri da far meglio conoscere in Italia. La distribuzione nazionale agevolerà l’interesse di farci notare dagli allevatori di tarli. Nel nostro Paese pare che l’unità di misura riconosciuta (anche per le questioni letterarie) sia il sospetto, esso però squaglia in presenza di solidi marchi editoriali e di padrinati politici. Essendo privi dell’uno e dell’altro siamo già sulla via della metafora. Mario Grasso, Acireale 15 giugno 1979.

Sommario del N° 1 di Lunarionuovo, giugno/luglio 1979: Saluto del Direttore; The Diviners di Margaret Laurence, di Giovanna Capone; A Joan Mirò per il suo ottantacinquesimo compleanno, di Leonardo Sciascia; Rebora e la fine della poesia, di Salvatore Rossi; All’imbrunire( da V.H. Auden), di Giovanni Raboni; Il pomeriggio di memorie e morti, di Giorgio Bàrberi Squarotti; Silvia Plath: vivere la propria morte, di Giuseppe Pontiggia; Intima sade lui sa quel che dice, di Giuliano Gramigna; La grande madre, di Sebastiano Addamo; Troccula e zazzamita, di Mario Grasso; Il girasole della ragione, di Gilberto Finzi; Frammento 13, di Giancarlo Pandini; Emanuel CarnevaliL’angoscia del Primo Dio, di Salvatore Scalia; Una nuvola, di Maria Luisa Spaziani; Verga ai fratelli: quattro inediti (più uno), di Giuseppe Savoca; Liolà: sessant’anni di critica, di Biancamaria Mazzoleni; Il superstite astuto, di Giuseppe Marchetti; Passi perduti – segnalazioni del Direttore.

Dal 2008 Lunarionuovo e Gazzetta Ufficiale Dialetti vengono pubblicate on-line: www.lunarionuovo.it